Livelli di conoscenza LC1, LC2, LC3: cosa cambia davvero nel modello dell’esistente
Guida operativa ai livelli di conoscenza LC1, LC2 e LC3 nelle costruzioni esistenti secondo NTC 2018 e Circolare 7/2019: indagini, fattori di confidenza, modello e verifiche.
In una frase
LC1, LC2 e LC3 esprimono livelli crescenti di conoscenza della costruzione esistente e determinano i fattori di confidenza da usare nelle verifiche: la Circolare 7/2019 associa in via generale FC = 1,35 a LC1, FC = 1,20 a LC2 e FC = 1,00 a LC3. Il livello non si sceglie a priori: deve risultare coerente con analisi storico-critica, rilievo, dettagli costruttivi, proprietà dei materiali e meccanismi di collasso effettivamente conosciuti.
In breve
- LC1, LC2 e LC3 non misurano soltanto quante prove sono state eseguite: sintetizzano la qualità complessiva della conoscenza di geometria, dettagli, materiali, connessioni e meccanismi di collasso.
- La Circolare 7/2019 associa ai tre livelli i fattori di confidenza FC = 1,35, 1,20 e 1,00, ma modalità di analisi e requisiti conoscitivi vanno letti nelle tabelle specifiche per la tipologia strutturale.
- Un numero elevato di prove sui materiali non compensa automaticamente lacune decisive nel rilievo geometrico o nei dettagli costruttivi.
- Per verifiche locali o di singoli componenti la Circolare ammette, in casi specifici, livelli di conoscenza differenziati rispetto a quelli impiegati nelle verifiche sismiche globali.
- La campagna di indagini dovrebbe essere progettata a ritroso dal modello e dai meccanismi che governano la verifica, non costruita come una lista standard di prove.
LC1, LC2 e LC3 non sono tre etichette da assegnare al modello prima di iniziare le indagini. Sono il risultato del percorso di conoscenza dell’edificio esistente: quanto sappiamo davvero della sua geometria, dei dettagli costruttivi, dei materiali, delle connessioni e dei possibili meccanismi di collasso determina il livello raggiungibile e, con esso, il fattore di confidenza da impiegare nelle verifiche.
La Circolare 7/2019 associa in via generale FC = 1,35 a LC1, FC = 1,20 a LC2 e FC = 1,00 a LC3. Ma ridurre tutto a questi tre numeri porta facilmente a impostare male la campagna di indagini: il punto non è ottenere un FC più favorevole, bensì costruire un modello sufficientemente aderente alla struttura reale.
Questo articolo approfondisce il percorso conoscitivo all’interno del quadro generale degli interventi sugli edifici esistenti secondo NTC 2018. La distinzione è importante anche quando si decide se una verifica possa restare circoscritta: come visto per gli interventi locali e il miglioramento sismico, l’estensione del modello deve essere coerente con gli effetti strutturali che si vogliono valutare.
Cosa stabilisce la NTC 2018 sui livelli di conoscenza
Il §8.5 delle NTC 2018 imposta la conoscenza della costruzione esistente come una fase strutturale della valutazione, non come un adempimento accessorio. Il §8.5.4 individua tre livelli, ordinati per informazione crescente: LC1, LC2 e LC3. Testo normativo.
La norma indica gli aspetti che concorrono a definirli:
- geometria della struttura;
- dettagli costruttivi;
- proprietà dei materiali;
- connessioni tra i diversi elementi;
- presumibili modalità di collasso.
Ne deriva una conseguenza pratica: il livello di conoscenza non coincide con il numero di carote o di prove eseguite. Una caratterizzazione molto spinta del calcestruzzo non rende accurato un modello nel quale siano ancora incerti armature, nodi, fondazioni, collegamenti o modifiche intervenute durante la vita dell’edificio.
Cosa aggiunge la Circolare 7/2019
Il §C8.5.4 della Circolare traduce il principio delle NTC in un percorso operativo e associa ai livelli crescenti i relativi fattori di confidenza. Istruzioni applicative.
| Livello | Conoscenza richiesta, in sintesi | Fattore di confidenza |
|---|---|---|
| LC1 | rilievo geometrico completo, indagini limitate sui dettagli e prove limitate sui materiali, con analisi storico-critica commisurata al livello | 1,35 |
| LC2 | rilievo geometrico completo, indagini estese sui dettagli e prove estese sui materiali, con analisi storico-critica commisurata al livello | 1,20 |
| LC3 | rilievo completo e accurato, indagini esaustive sui dettagli e prove esaustive sui materiali, con analisi storico-critica commisurata al livello | 1,00 |
La tabella è una sintesi concettuale. Le quantità e le modalità concrete delle verifiche cambiano con la tipologia costruttiva e vanno lette nelle tabelle e nei paragrafi specifici della Circolare; non è corretto trasformare le parole «limitate», «estese» ed «esaustive» in un unico numero valido per qualsiasi edificio.
Il fattore di confidenza non è un premio per chi fa più prove
Il fattore di confidenza serve a tenere conto dell’incertezza residua nella conoscenza dell’esistente. Se indichiamo con un parametro meccanico medio ottenuto dalla caratterizzazione e con il fattore pertinente, una rappresentazione concettuale della riduzione è:
Questa relazione serve a capire l’effetto di ; non sostituisce le specifiche regole di impiego dei valori medi, dei fattori di confidenza e dei coefficienti parziali previste per materiali, analisi e meccanismi diversi.
Per esempio, a parità di :
- con LC1, ;
- con LC2, ;
- con LC3, .
La tentazione sarebbe concludere che conviene sempre spingere le indagini fino a LC3. È un criterio incompleto: bisogna confrontare il costo e l’invasività delle informazioni aggiuntive con quanto esse modificano realmente il modello e la decisione progettuale.
LC1: quando una conoscenza limitata può essere coerente
LC1 rappresenta il livello minimo del percorso definito dalla Circolare. Non significa «edificio quasi sconosciuto»: richiede comunque analisi storico-critica commisurata, rilievo geometrico completo, indagini limitate sui dettagli e prove limitate sulle caratteristiche meccaniche. §C8.5.4.
Può essere coerente quando l’obiettivo della valutazione e la struttura consentono di gestire l’incertezza residua senza introdurre assunzioni dominanti. Ma il progettista deve verificare anche le limitazioni sul metodo di analisi: per edifici in calcestruzzo armato o acciaio, per esempio, la Tabella C8.5.IV della Circolare collega LC1 alle analisi lineari.
Il rischio tipico è usare LC1 come scorciatoia economica e compensare poi le informazioni mancanti con ipotesi arbitrarie. Un modello formalmente prudente nei materiali può non esserlo affatto se sbaglia il sistema resistente o ignora un meccanismo fragile.
LC2: perché spesso è il livello operativo più equilibrato
LC2 richiede un salto qualitativo: le indagini sui dettagli e le prove sui materiali diventano estese. In molte valutazioni globali ciò consente di ridurre sensibilmente l’incertezza senza arrivare all’onere conoscitivo di LC3.
Non va però deciso con la formula «facciamo LC2». Il processo corretto è l’opposto:
- si definiscono i meccanismi e le verifiche che il modello deve rappresentare;
- si individuano i parametri che influenzano maggiormente la risposta;
- si pianificano rilievi, saggi e prove necessari a conoscerli;
- solo dopo si verifica quale livello è effettivamente raggiunto.
Questo approccio è particolarmente importante quando si introducono nuovi elementi resistenti. Nell’articolo sulle pareti in c.a. aggiunte a un edificio esistente si vede bene perché la risposta globale dipenda dall’interazione tra nuovo ed esistente: conoscere soltanto la resistenza media del calcestruzzo non basta se restano incerti dettagli, nodi e percorsi delle azioni.
LC3: più conoscenza, non automaticamente più affidabilità del progetto
LC3 corrisponde al livello informativo più elevato e, secondo la Circolare, a . Richiede rilievo completo e accurato, indagini esaustive sui dettagli e prove esaustive sui materiali. §C8.5.4.
Ma LC3 non certifica che il modello sia corretto. Riduce una parte dell’incertezza relativa ai parametri conosciuti; restano responsabilità progettuali la scelta del modello, l’identificazione dei meccanismi, la rappresentazione dei vincoli, l’interpretazione dei risultati e la coerenza tra struttura reale e idealizzazione numerica.
In altre parole: un modello sofisticato alimentato da molti dati può comunque essere concettualmente sbagliato.
Geometria, dettagli e materiali: le tre campagne devono parlarsi
Una campagna conoscitiva efficace non dovrebbe essere divisa in compartimenti indipendenti.
Geometria
Occorre ricostruire il sistema resistente reale: dimensioni, disposizione degli elementi, irregolarità, aperture, quote, fondazioni quando rilevanti e modifiche intervenute nel tempo. I disegni originali sono informazioni preziose, ma vanno confrontati con lo stato di fatto.
Dettagli costruttivi
Nei telai in c.a. significa, tra l’altro, conoscere armature longitudinali e trasversali, dettagli dei nodi e disposizione reale dove necessaria alla verifica. Nelle murature assumono peso tessitura, ammorsamenti, collegamenti, qualità degli elementi e configurazione degli orizzontamenti. La specifica campagna dipende dal sistema strutturale.
Proprietà dei materiali
Le prove devono rappresentare la variabilità dell’edificio, non soltanto produrre un valore medio. Posizione, numero, distribuzione e interpretazione delle prove vanno quindi progettati insieme alla conoscenza storica e al rilievo.
Questa logica è utile anche negli interventi apparentemente circoscritti. Nella demolizione e ricostruzione dei solai, per esempio, conoscere i collegamenti e il comportamento dell’impalcato può essere decisivo per capire se gli effetti restano locali o investono la risposta globale.
Livelli di conoscenza differenziati: quando sono ammessi
Un punto operativo spesso trascurato è che la Circolare non impone sempre un unico livello indistinto per qualsiasi verifica. Il §C8.5.4 ammette livelli di conoscenza differenziati, limitatamente a:
- verifiche in condizioni non sismiche di singoli componenti sui quali siano state svolte indagini particolarmente accurate;
- verifiche sismiche nei riguardi di meccanismi locali.
Questo non autorizza a costruire liberamente un mosaico di livelli per rendere più favorevoli le verifiche. Significa che l’estensione della conoscenza può essere commisurata all’oggetto effettivo della verifica, quando la Circolare lo consente e la scelta è tecnicamente motivata.
Un metodo decisionale per progettare le indagini
Prima di fissare quantità e posizione delle prove, conviene costruire una matrice semplice.
| Domanda | Se la risposta è incerta | Azione conoscitiva tipica |
|---|---|---|
| Qual è il sistema resistente reale? | il modello globale può essere sbagliato | rilievo geometrico-strutturale e confronto con documenti storici |
| I dettagli governano meccanismi duttili o fragili? | la capacità locale può essere stimata male | saggi mirati e rilievo dei dettagli |
| I materiali sono omogenei per epoca e zona? | il valore medio può essere poco rappresentativo | campionamento distribuito e correlazione tra prove |
| Esistono trasformazioni non documentate? | masse, rigidezze e percorsi delle azioni possono differire dal progetto originario | analisi storico-critica e verifica dello stato di fatto |
| Una nuova informazione può cambiare la decisione progettuale? | rischio di indagini costose ma poco utili | analisi di sensibilità prima di estendere la campagna |
L’ultima domanda è quella che trasforma una campagna di prove in una strategia di conoscenza. Se una proprietà incerta governa il risultato, approfondirla ha valore. Se il risultato resta dominato da un’altra vulnerabilità già evidente, aumentare indiscriminatamente il numero di prove può non cambiare la decisione.
Esempio: edificio in c.a. con documentazione incompleta
Si consideri un edificio in c.a. per il quale siano disponibili alcune carpenterie, ma non un quadro affidabile delle armature e delle proprietà meccaniche attuali.
Un’impostazione debole sarebbe scegliere subito LC2 e poi cercare il numero di prove necessario a «riempire» quella casella. Un’impostazione più robusta parte invece dal modello:
- verificare sul posto la corrispondenza delle carpenterie;
- individuare gli elementi e i dettagli che governano la risposta;
- pianificare saggi sulle armature in posizioni rappresentative;
- caratterizzare i materiali con una distribuzione coerente con epoche, piani e possibili fasi costruttive;
- riesaminare le ipotesi del modello alla luce dei risultati;
- attribuire infine il livello di conoscenza effettivamente dimostrato secondo la Circolare.
Se emergono disomogeneità importanti, il problema non si risolve semplicemente aumentando l’etichetta LC. Potrebbe essere necessario differenziare i parametri nel modello o approfondire zone specifiche.
La distinzione che deve comparire in relazione
Una relazione tecnica chiara dovrebbe separare tre piani:
Testo NTC. Il §8.5.4 stabilisce che i livelli LC1, LC2 e LC3 sono ordinati per informazione crescente e che geometria, dettagli, materiali, connessioni e modalità di collasso concorrono a definirli. Fonte primaria.
Chiarimento della Circolare. Il §C8.5.4 descrive i requisiti conoscitivi dei tre livelli, associa i fattori di confidenza e fornisce tabelle specifiche per le diverse tipologie. Istruzioni applicative.
Giudizio tecnico. Il progettista deve dimostrare che rilievi, indagini, prove e modello siano coerenti con il livello dichiarato e con i meccanismi effettivamente verificati. Non esiste un automatismo per cui il solo raggiungimento di un certo numero di prove garantisca la correttezza dell’idealizzazione strutturale.
Questa separazione evita due errori opposti: presentare una scelta progettuale come se fosse una prescrizione letterale della norma, oppure trattare come opinabile ciò che NTC e Circolare stabiliscono espressamente.
Nel cluster Edifici esistenti / NTC 2018
Questo articolo fa parte del knowledge cluster di Civil / Notes dedicato agli edifici esistenti.
Vedi il percorso completo →Articoli collegati
FAQ
Quali fattori di confidenza corrispondono a LC1, LC2 e LC3?
La Circolare 7/2019 associa in via generale FC = 1,35 a LC1, FC = 1,20 a LC2 e FC = 1,00 a LC3. Il fattore va applicato secondo le regole previste per la tipologia strutturale e il tipo di verifica.
Per raggiungere LC2 basta fare più prove sui materiali?
No. Il livello di conoscenza dipende dall'insieme delle informazioni su analisi storico-critica, geometria, dettagli costruttivi, proprietà dei materiali, connessioni e meccanismi di collasso. Le prove sui materiali sono solo una parte del percorso conoscitivo.
LC3 è sempre la scelta migliore?
Non necessariamente. LC3 riduce l'incertezza convenzionale e porta in generale a FC = 1,00, ma richiede un livello di approfondimento maggiore. La scelta deve essere proporzionata all'obiettivo della valutazione, alla struttura, all'accessibilità e all'utilità effettiva delle informazioni aggiuntive.
Posso usare un livello di conoscenza diverso per una verifica locale?
La Circolare 7/2019 ammette livelli di conoscenza differenziati, limitatamente a verifiche non sismiche di singoli componenti sottoposti a indagini particolarmente accurate o a verifiche sismiche di meccanismi locali. La scelta va motivata rispetto alla verifica svolta.
LC1 consente sempre qualsiasi metodo di analisi?
No. I metodi ammessi dipendono dalla tipologia strutturale e dal livello di conoscenza; per edifici in calcestruzzo armato o acciaio la Tabella C8.5.IV della Circolare collega LC1 alle analisi lineari, mentre livelli superiori consentono un quadro più ampio. Va consultata la tabella pertinente al caso reale.
Fonti
Le fonti sono numerate per consentire richiami puntuali dal testo, ad esempio [1](#source-1).